Campagna di protesta contro la discriminazione attuata dalle Poste Italiane

Pubblicato il da Collettivo Immigrati Organizzati Torino

poste.it.jpgLe Poste si sono macchiate di discriminazione palese nei confronti degli immigrati residenti sul territorio italiano.

 

Il gruppo PosteItaliane ha messo in vendita all'asta degli alloggi patrimoniali in 9 Comuni italiani: Brescia, Bologna, Catanzaro, Novara, Milano, Ferrara, Padova, Vercelli e Verona.

Nella disciplinare di gara, pone come prima condizione la cittadinanza Italiana, escludendo di fatto tutti i cittadini non italiani residenti in Italia. Fatto del tutto in contraddizione con le leggi. In effetti, come ha sottolineato l'ASGI nell'esposto, mandato sia all'azienda sia all'ufficio nazionale anti-discriminazioni, l'articolo 9 del decreto legislativo 286/98 dice esplicitamente che il “cittadino straniero titolare del permesso di soggiorno ha diritto a usufruire di beni e servizi a disposizione del pubblico… compreso l’accesso alla procedura per l’ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica…”.

Non si capisce il perché di questa discriminazione palese da parte dell'azienda privata italiana che più di tutte le altre tira profitto dalla presenza degli immigrati sul suolo italiano. Ricordiamo che prima del 2002 i conti dell'azienda erano in rosso e che è rientrata in positivo, evitando fallimento e licenziamenti di massa, solo grazie alla sanatoria Bossi-Fini, in cui 700 mila lavoratori stranieri sono stati munti come mucche da latte. 500 euro a testa che andavano in maggior parte a riempire le casse dell'INPS e anche quelle delle poste.

Ancora oggi gli immigrati extra UE residenti in Italia devono pagare 72,12 Euro di cui ben € 30 vanno alle poste, ogni volta che devono rinnovare il permesso di soggiorno. Pensando che gli “extracomunitari” in Italia sono 4 milioni e che in media devono rifare il permesso ogni 2 anni, ecco come si intascano con una semplice lettera raccomandata circa 60 milioni di euro l'anno. Una manna celeste. Senza contare le decine di migliaia di conti correnti e le innumerevoli operazioni postali e bancarie che ogni giorno i cittadini stranieri effettuano presso gli sportelli dell'azienda.

In segno di protesta e in appoggio all'esposto di protesta presentato dall'ASGI e dalla CGIL (http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=1729&l=it), vi chiediamo di aiutarci a far arrivare alla direzione nazionale delle PosteItaliane la lettera di protesta qui sotto. Fatela girare, mandatela a tutti i vostri contatti. Inondiamo la casella postale dell'azienda di lettere di protesta. Chiediamo che cambino la gara facendolo sapere al più presto altrimenti si lancerà un appello a boicottare l'azienda e i suoi servizi vari. Speriamo di non arrivare a questi estremi. E noi crediamo che se siamo migliaia a scrivere qualche effetto c sarà. Perché dopo tutto, PosteItaliane è solo una azienda privata che vuole fare affari.

 

 

Ecco gli indirizzi ai quali si possono inoltrare le proteste

 

Poste Italiane S.p.a

sede legale : Viale Europa, 190 - 00144 Roma

Tel : +39 06 59581

Fax : +39 06 59589100

email : info@posteitaliane.it, info@poste.it

Pagina facebook: https://www.facebook.com/PosteItaliane

Cliccate su “Mi piace”. Dopo di ché potete postare il messaggio sulla bacheca (poi dopo un giorno o due potete anche ritornare e clicare su “Non mi piace più”, così non rimanete fan di Poste Italiane a vita.

 

Presidente Poste Italiane: Giovanni Ialongo : ialongog@posteitaliane.it

profilo facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100002258059552&sk=info (inondatelo di messaggi)

 

Amministratore Delegato e Direttore Generale: Massimo Sarmi: sarmim@posteitaliane.it

 

Per favore, girate ogni messaggio inviato alla posta anche a noi all'indirizzo: postanondiscrimina@gmail.com

 

ecco qui l'elenco completo degli indirizzi mail. Basta fare copia incolla.

ialongog@posteitaliane.it, sarmim@posteitaliane.it, info@posteitaliane.it, info@poste.it, postanondiscrimina@gmail.com

 

Grazie in anticipo per la vostra partecipazione.

 

Ecco qui sotto il testo della lettera che potete copiare e incollare se non avete voglia di scrvere un testo tutto vostro.

 

<< Care Poste Italiane,

Ho appreso con sorpresa e rammarico il fatto che la vostra azienda ha commesso un atto discriminatorio nei confronti dei cittadini di varie nazionalità residenti sul suolo italiano. In effetti il regolamento della gara per la vendita all'asta di alloggi patrimoniali che voi organizzate in 9 Comuni italiani (http://www.poste.it/azienda/alloggi_index.shtml) contiene una clausola (la cittadinanza italiana come prima condizione per avere diritto a partecipare alla gara) che è discriminatoria nel suo spirito e anche illegale nella sua forma essendo che va in contraddizione con le leggi vigenti e le normative europee in materia.

Non capisco perché la vostra azienda mette tanto zelo ad escludere “gli stranieri"? Eppure questi cittadini che ormai costituiscono più del 10% della popolazione sono parte integrante di questa società e contribuiscono stabilmente a produrre ricchezza economica, sociale e culturale in questa terra. Nessuno lo sa meglio di voi, essendo la prima azienda ad usufruire economicamente della presenza degli stranieri nel paese. Se non per altro, per i 30 euro che ognuno di loro è costretto a pagare a voi ad ogni rinnovo del permesso di soggiorno. Senza parlare delle migliaia di conti correnti aperti presso la vostra banca e di operazioni effettuati presso i vostri sportelli.

In appoggio all'esposto presentato dall'Asgi, Cgil e Fondazione Piccini di Brescia, Vi scrivo per chiedere di rettificare il disciplinare di gara in oggetto e di rendere pubblico la rettifica, magari chiedendo anche scusa ai vostri utenti “stranieri” per la discriminazione.

In caso contrario, io personalmente darò il mio sostegno ad una eventuale campagna di boicottaggio dell'azienda e userò ogni modo di pubblicità a mia disposizione (email, social networking, stampa tradizionale, manifestazioni...) per chiamare i cittadini stranieri e italiani sensibili ai temi della lotta alle discriminazioni a chiudere i conti presso la vostra banca e ad evitare il ricorso ai vostri servizi ove possibile.

Non essendo incline a tali estremi, preferisco sperare in una vostra ragionevole risposta entro termini altrettanto ragionevoli.

Distinti saluti.

 

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Paolo 11/04/2011 22:17


Io stesso vivo all'estero e non ho diritto ne ad alloggio e ne ad assistenza medica: Finalmente qualcuno in Italia ha applicato un criterio di reciprocità.
La costituzione italiana chiarisce che tutti i cittadini sono uguali (quindi chi nonn è cittadino è ospite e prende ciò che passa il convento).
Io personalmente eviterei di assegnare casa e offrire assistenza sanitaria ai cittadini di quei paesi che fanno così con noi italiani.