Comunicato di protesta contro le dichiarazioni del sindaco Fassino alla festa della Lega

Pubblicato il da Collettivo Immigrati Organizzati Torino

Piero Fassino, Sindaco della città di Torino, ha partecipato, il 3 settembre scorso, ad una tavola rotonda con il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, moderato da Andrea Gatta, redattore di CronacaQui, nell’ambito della festa organizzata dal movimento politico Lega Nord a Torino. Durante il proprio intervento, l’On. Fassino ha pronunciato esattamente questa frase: “Io non voglio nessun clandestino, sono per mandarli a casa”.

(http://tv.repubblica.it/edizione/torino/fassino-contestato-sull-immigrazione/75293?video)

 

Con questa dichiarazione, Piero Fassino ha chiaramente dimostrato di essere il Sindaco solo di una parte dei cittadini. Vorremmo ricordare al primo cittadino che gli immigrati illegali, i “clandestini” insomma, non sono altro che esseri umani. Tutti hanno il diritto di migrare sebbene ciò sia definito e reso illegale da alcune leggi di questo Stato. Con la propria dichiarazione, il sindaco non ha fatto altro che dividere gli esseri umani tra legali ed illegali, legandosi così proprio a quella linea politica che ha definito la clandestinità un reato, una violazione della legge. Fortunatamente esistono ancora una serie di patti ed accordi internazionali, sottoscritti tra l' altro anche dallo Stato italiano, del quale il Sindaco è uno degli alti rappresentanti, che riconoscono il diritto di asilo politico ed umanitario a tutti gli esseri umani, a prescindere dal loro status di fronte alla legge e dalle modalità di ingresso in questo Paese. La sua dichiarazione non è un esempio di accoglienza ed inclusione, bensì il simbolo di una cultura di respingimenti ed espulsioni. Detto senza troppi eufemismi, Piero Fassino, con questa inopportuna dichiarazione, ha ribadito in modo meno volgare e più “moderato” il concetto espresso nella frase “Mandiamoli a casa loro a suon di calci in culo!”, spesso sentita pronunciare da parte di una frangia della politica italiana.

 

Ricordiamo che Piero Fassino, durante la propria campagna elettorale, scriveva nel suo programma: “Vogliamo una città in cui nessuno sia solo” ignorando probabilmente che la dichiarazione formulata il 3 settembre implichi l’isolamento (e l’espulsione) di alcuni cittadini che vivono su questo territorio.

 

La linea della legalità, che per il nostro Sindaco stabilisce chi si può lasciare "da solo" e mandare via come indesiderato, è una linea sottile, permeabile, che per molte persone si è spostata negli anni come una grazia mai veramente duratura. Molti "nuovi torinesi" hanno iniziato la loro storia in città come irregolari e alcuni di questi, grazie alla crisi e alla legislazione attuale ci sono ritornati o rischiano da un giorno all'altro di perdere insieme al lavoro anche il biglietto della lotteria per poter vivere in Italia.  

 

Chiediamo al Sindaco di presentare pubbliche e personali scuse ed invitiamo tutti i componenti della coalizione che hanno sostenuto Piero Fassino e che hanno promesso di tenere una linea sull’immigrazione diversa da quella esplicitata durante la Festa della Lega Nord, ad esprimere le loro proteste contro queste dichiarazioni del sindaco.

 

Noi crediamo che, vista l'esperienza politica del sindaco di Torino, non dovrebbe spettare a noi  insegnargli quale sia la legislazione nazionale e internazionale in materia di diritti e di lotta alle discriminazioni, però  diamo la nostra disponibilità  per un dialogo largo e aperto sul  come applicare tali principi in questa nostra città.

 

 

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