"Pride dei diritti" su Epolis Torino

Pubblicato il da Collettivo Immigrati Organizzati Torino

ScreenHunter_01-May.-21-10.05.gifGay, migranti, abortisti in corteo.Il 19 in piazza salviamo i diritti.

Da lunedì il comitato andrà per i mercati e nelle scuole ad invitare tutti all'appuntamento

Stefania Aoi (stefania.aoì@epolis.sm)

 

Omosessuali, trans, immigrati, il comitato donne per l'autodeterminazione. Tutti insieme sfileranno in corteo il 19 giugno per rivendicare i diritti all'identità sessuale, ad “esistere" e quindi a lavorare anche se si arriva da un Paese straniero, alla salute anche se per salute s'ìntende usare la pillola abortiva Ru486.

« Dopo le parole del presidente della Regione Cota · spiega Andrea Fino del Coordinamento Torino Pride - contro la RU486, il patrocinio al Pride, e visto le posizioni della Lega nei confronti dei migranti abbiamo deciso di unire le forze per difendere e riaffermare i nostri diritti, cosi abbiamo messo su un tavolo di lavoro per organizzare la manifestazione del 19 che vuole essere un momento di festa». Il corteo s'intitolerà “I diritti sono il nostro pride", partirà da Porta Susa ma è ancora

da definire il percorso. Da lunedì, invece inizierà una campagna di contro-informazione sul farmaco Ru4·86, in tutta la provincia di Torino. Il comitato andrà in giro per 42 mercati, 31

luoghi di lavoro, le università e le scuole superiori cui si collegherà un’opera di sensibilizzazione sui temi che saranno oggetto della manifestazione del 19 giugno. Per Daniele Viotti del Torino Pride: «Ci aspettiamo una grande partecipazione quest'anno. La novità è che i soggetti promotori sono diversi e accomunati dalla volontà di affermare i diritti fondamentali della persona».

Per Margherita Granero del Coordinamento donne: «Se si nega il diritto all’autodeterminazione per il proprio corpo, si negano di colpo tutti gli altri diritti della persona umana.»

Blerina Pashollari del Collettivo Immigrati ricorda1'importanza della manifestazione di quest'anno: «Abbiamo già partecipato al Pride dell'armo scorso ma ora riteniamo ancor più necessario esserci e lottare per l'affermazione dei diritti, delle libertà e della dignità delle persone immigrate e di qualunque persona discriminata. Bisogna dire no a qualsiasi forma di sfruttamento, razzismo, oppressione ed esclusione sociale».

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Antonio 11/14/2010 22:46


gli immigrati vadano a ragliare e pretendere diritti a casa loro,nei paesi di origine invece di rompere le scatole tutti quì.


Collettivo Immigrati Organizzati Torino 11/21/2010 01:36



Caro Roberto (anonimo).

Tu non hai nessuna comprensione per le nostre cause. Hai voglia che ce ne andiamo tutti. Riesco anche a capirne le tue motivazioni fino ad un certo punto.
Invece noi, vedi, non ce l'abbiamo con te. Non crediamo tu sia la causa dei nostri problemi. sei vittima quanto noi.
Sentiamo solo pena nei tuoi confronti. quasi pietà. Però speranza ce n'è ancora.
L'ignoranza non è una malattia mortale. si cura!